Alessandra sedeva su una divanetto basso e scomodo, senza avvertire la pressione della mano di Fernando sulla gamba. Le pareti della stanza erano spoglie e poco pulite; una finestra non contribuiva granché all’illuminazione dell’ambiente, che era deprimente e scuro. La luce elettrica era gialla, con un’ombra circolare proiettata su tutti i lati del soffitto.
Fernando le parlò da anni luce di distanza.
- Sei in ansia?
“Domanda sciocca”, pensò. Aspettavano di incontrare il magistrato che seguiva le indagini sul presunto omicidio commesso da Luca, suo marito: era accusato di avere ucciso una giovane donna, la sua amante, per gelosia. Scosse la testa.
- Non so se sono in ansia. Forse ho solo paura. Non ho mai subito un interrogatorio, e in questo caso non conosco neppure i fatti.
Fernando assunse un tono pacato.
- Non è un interrogatorio. Tu conosci, o almeno dovresti conoscere, alcuni dettagli, quindi ti faranno domande. Non è necessario che ti concentri per ricostruire: sii naturale e rispondi usando ciò che puoi raccontare.
Non volle chiedergli altro. La notte precedente aveva immaginato ogni possibile scenario per quell’incontro con il magistrato, e a ogni teorica ricostruzione si era bloccata al momento in cui avrebbe dovuto rispondere alla domanda: “Sapeva che suo marito frequentava la signorina…?”. La realtà era che lei non sapeva molto di Luca: non aveva mai sospettato che fosse talmente innamorato di un’altra donna da ucciderla per gelosia. Non aveva neanche mai pensato che avesse una relazione extraconiugale fissa: ne percepiva gli umori altalenanti e forse aveva anche capito che a volte erano legati ad altre donne, tuttavia le era sempre sembrato che non desiderasse mettere in pericolo il loro matrimonio. Le era apparso come un marito distratto, più innamorato del lavoro che di qualunque donna, lei compresa.
Sospirò. La presenza di Fernando non era di aiuto: era lì perché era l’avvocato di Luca, ma era anche il suo amante e questo rendeva ogni parola più pesante da sopportare, più degna di riflessioni e paure e speranze. Le aveva detto che esistevano prove della colpevolezza di Luca, si era mostrato angosciato e preoccupato, ma Alessandra si era chiesta quanto aiuto potesse offrire a suo marito un uomo che era palesemente innamorato di lei. Quella mattina, andando a prenderla a casa sua, le aveva proposto di fare l’amore: si era chiesta come riuscisse a immaginare che lei avrebbe potuto toccarlo e baciarlo, con la prospettiva di andare subito dopo in Questura per rispondere alle domande di un magistrato che incolpava suo marito di omicidio.
La porta di legno scuro dalla quale erano entrati si aprì, rompendo il silenzio. Un uomo in divisa abbozzò un sorriso e parlò:
- Signora, vuole seguirmi?
Si alzò sperando di non svenire: le girava la testa, non aveva mangiato nelle ultime ore. Fernando la seguì, con una mano a sfiorarle la schiena.
Mi sembra che tu stia 'evolvendo' o almeno è quello che percepisco io. O forse, semplicemente, dai voce ad alcuni 'lati' di te che prima se ne stavano in silenzio... mio piace questa rotta, con un pizzico di cronaca noir e sentimenti veri.
Un abbraccio
B
Scritto da: Barbara Gozzi | 07/31/2007 a 08:27
Il più bel commento per me è l'evoluzione. Sì, affiorano angoli e spizzichi e stranezze. Affioro io, in ogni caso.
Grazie Barbara!
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 07/31/2007 a 09:01
Sei come l'Araba Fenice, nasci e rinasci con una scrittura sempre diversa e feconda. Meravigliosa MGL
Scritto da: Il cantastorie errante | 07/31/2007 a 16:59
Grazie, Cantastorie...
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 07/31/2007 a 17:16
Un avviso a tutti. Sul blog condiviso http://mariagiovannaluini.blog.kataweb.it (Una storia ai delfini) il racconto bellissimo di Cantastorie errante, "prendere fiato".
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 07/31/2007 a 17:27
Bello il racconto di cantastorie errante, bellissimo questo tuo breve racconto. Evolvi, mg, e splendi. Aspetto il tuo romanzo: domani e' agosto, il mese dell'uscita vero?
Scritto da: ego | 07/31/2007 a 23:30
Sì, ci siamo.
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 08/01/2007 a 08:17