Vorrei fotografie in bianco e nero, adesso. Non so perché. Non c'è tristezza, non trovo dentro o fuori motivi per togliere il colore a ciò che vedo, eppure ho aperto lo spazio bianco del "componi post" desiderando una fotografia qualsiasi, di un paesaggio qualsiasi, in bianco e nero.
Il bianco e nero, il grigio mi regalano serenità. Solo nelle fotografe e nei film, perché la vita, quella che prendo forte in mano e mordo con passione eccessiva, deve avere sempre dentro il rosso, e l'azzurro, e il blu, e il viola. E tutti i colori che vengono in mente, anche se non esistono. Insomma, le fotografie in bianco e nero e i vecchi film francesi mi fanno stare bene. L'altra notte, a Praga, ho visto un film francese e capito niente: mi addormentavo, mi risvegliavo, provavo a seguire ma, lunghi minuti dopo, scoprivo di essermi persa. E' stato bello ugualmente. Forse perché sapevo di essere felice, mangiavo la notte insonne senza più dolore o rimpianto (compagni della prima parte del 2009), senza il senso di sconfitta che, per tante ragioni (non solo una), mi si era aggranchiato addosso. Stavo bene, davvero bene. Avevo camminato su Ponte Carlo, scambiato messaggi con qualcuno che ultimamente mi fa stare allegra in un gioco sciocco e simpatico insieme, chiacchierato e taciuto, fissato pupille nere nella tenebra illuminata dai lampioni, osservato l'acqua e il castello e la macchina fotografica rotta. Poi, in camera, avevo scritto, riscritto, un paio di capitoli del romanzo cui sto lavorando, e, dopo la doccia solita che mi fa sentire pulita e fresca sotto le lenzuola, mi ero messa a letto con "La metamorfosi" di Kafka. Il sonno era arrivato e svanito, mi succede spesso, ma non provo più rabbia: mi alzo prestissimo per scrivere, oppure, se l'ora è molto molto profonda nella notte, accendo la televisione e non capisco cosa vedo.
Ho guardato le immagini del film francese, ho seguito le parole, ho dormito mentre accadevano cose importanti o da niente, ho provato a interpretare il senso con i titoli di coda. E' stato bello. La pace di Praga mi avvolgeva, il tempo un po' bello e un po' brutto non feriva. Era come una fotografia in bianco e nero, tiepida e con i contorni che nessuno tenta di vedere, con quelle pose un po' rigide e la nebbia che rassicura e non annoia. Avete guardato i fiumi, nelle fotografie in bianco e nero? E i boschi? Non so come e perché (questa sera non so la ragione delle cose, siate pazienti), mi viene in mente un'altra fotografia, questa volta a colori, che qualcuno mi ha fatto poco tempo fa. E' in questo blog, qualche post più in là (anzi, la riporto anche qui, perché no?): fisso l'obiettivo senza sapere di essere l'oggetto dell'inquadratura e non sorrido, sembro perplessa. Quella fotografia ha colto il senso di me, molto, e chi ha scattato nemmeno lo sa. Ero a Venezia, in un settembre bello.
Fotografie. Nel mio viaggio meraviglioso la macchina fotografica si è guastata, ho potuto cogliere solo pochi dettagli prima di rinunciare. Forse il motivo esiste. Era il mio viaggio, pochi dovevano essere i residui fissati nelle immagini. Chissà.Fotografie in bianco e nero. Piacciono anche a voi?
Mi piacciono le fotografie in bianco e nero, le riguardo spesso togliendole da una scatola di metallo gialla. La fotografia in bianco e nero che volevi e' esattamente riprodotta, dipinta dal tuo bellissimo pezzo. Brava
Scritto da: Just me | 10/27/2009 a 23:14
MA E' INCREDIBILE!!!
Avevo in mente di scrivere le STESSE IDENTICHE parole di Just me e me le trovo riprodotte ESATTAMENTE E NELLO STESSO ORDINE come le ha scritte lui.Quindi,stranita,passo chiudo e ti lascio un BRAVA! Bianca 2007
Scritto da: BIANCA 2007 | 10/28/2009 a 05:34
Le fotografie in bianco e nero sono immortali, ritraggono l'anima meglio di quelle a colori. Vuoi mettere uno sguardo ripreso in bianco e nero rispetto ad uno a colori?
Scritto da: Alessandra | 10/28/2009 a 10:12
Molto bello.
Il tuo blog a volte manca della tua personale visione della vita, della politica, della società: mi piacerebbe che ti esprimessi di più, intercalando racconti a pezzi di te. Devi essere una donna interessante. Ultimamente hai pubblicato cose sulla pedofilia, spero che vorrai condividere di più anche sul disturbo alimentare visto, ho sentito su RTL 102.5, che ne hai parlato in "Diario di melassa". A proposito, uscirà su IBS? Vorrei comprarlo e mi viene più facile usare IBS.
Scritto da: rosa dei venti | 10/28/2009 a 10:53
Non credo sia così, credo che MariaGiovanna qua e là dica molto. Io personalmente preferisco che non si "esponga", preferisco scoprire da me - leggendola quotidianamente - quelle che sono le sue opinioni.
Scritto da: Alessandra | 10/28/2009 a 11:29
Giovanna è molto coraggiosa e simpatica, si espone moltissimo ed è consapevole fino in fondo di come possano essere lette le parole (ma non solo: anche gli atteggiamenti). Ho il privilegio di vederla quasi ogni giorno e posso dire che ho capito che protegge un'interiorità profondissima e sensibile, forse ipersensibile, con forza e ironia, ma è capace di dolcezza straordinaria con le sue pazienti (non solo con loro, credo, bisognerebbe conoscerla dal lato affettivo e io non la conosco). Mi impressiona per l'intelligenza.
Detesto le adulazioni, diciamo che ho voluto commentare perché lo scambio tra Alessandra e rosa dei venti mi ha stimolato. Anche io penso che Giovanna si esponga moltissimo, quasi con intrepido amore per il rischio. Non parla di politica nel blog, è vero, e penso che sia difficile collocarla politicamente perché ha un senso della giustizia e della solidarietà che va oltre gli schieramenti.
Scritto da: Luca | 10/28/2009 a 12:16
Luca, ma chi sei? A questo punto sono curiosissima. Dammi un segno!
Grazie, Alessandra. A me sembra di apparire nuda (sempre, rigorosamente, con la pedicure impeccabile: senza lo smalto non sono davvero nuda); se capita di rileggermi, e non succede spesso, mi vedo spuntare qua e là chiarissima, spudoratamente me stessa.
rosa dei venti, parlare di politica qui non rientra nella scelta che ho fatto aprendo il blog; ho idee politiche chiare, anche se difficilmente sono classificabili in un unico schieramento. Più facilmente condivido le idee di fondo di un persona, di un movimento di idee. E c'è l'istinto anarchico, c'è la libertà: appena riesco a definirmi in qualche modo sfuggo e devio, capisco che ci sono dettagli che mi differenziano. Inoltre, troppi scrittori fanno del loro blog una sede di discussione politica a volte banalmente scontata. Ripeto spesso che amo blog come quello di Luciano Comida, e di altri che sanno parlare di politica mantenendo intelligenza e distanza dalle prese di posizione "a priori", ma detesto invece chi tira fuori roba scontata, che ormai ha ampiamente annoiato, per il desiderio di trascinare la folla verso i propri libri
Bianca, che bella cosa hai scritto!
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 10/28/2009 a 22:05
Un segno? Perché dovrei? Molto divertente così.
Bella la foto, molto.
Scritto da: Luca | 10/29/2009 a 08:22
Condividi le idee di una persona o un movimento, in politica. Spiegaci, fai qualche esempio. ;-DDD
Scritto da: GF | 10/29/2009 a 13:18
adoro la macchina di Paolino Paperino
mi è simpatica Clarabella
leggo Proust
OK, così?
Scritto da: MariaGiovanna Luini | 10/29/2009 a 21:31