La mia foto

cosa ho scritto...

  • "Diario di Melassa": Edizioni Historica, 2009
  • "Le parole del buio": Edizioni Creativa, 2008
  • AAVV: RAC-CORTI - Il chiama angeli
    Il mio racconto "Il chiama angeli" nell'antologia RAC-CORTI di Giulio Perrone Editore 2008
  • AAVV: EROS & AMORE - La penombra di un ufficio e un ascensore che sibila
    Il mio racconto "La penombra di un ufficio e un ascensore che sibila" nella sezione EROS di "Eros & Amore" di ArpaNet, 2008
  • "I racconti delle bacche rosse": Lampi di Stampa Editore, I Platani Narrativa, 2008
    Il secondo libro di fiabe
  • AAVV: CONCEPTS PROFUMO - La piccola casa di legno, e quel profumo. Fragranza e mistero di notti romane
    Il mio racconto "La piccola casa di legno, e quel profumo. Fragranza e mistero di notti romane" nella raccolta "CONCEPTS Profumo", Edizioni Arpanet 2007.
  • "Una storia ai delfini": Edizioni Creativa, 2007
    il mio primo romanzo
  • AAVV: CONCEPTS MODA - La donna vestita di fiori
    Il mio racconto "La donna vestita di fiori" nella raccolta "CONCEPTS MODA", Edizioni ARPANet 2007
  • "Esser grandi è una fiaba": Lampi di Stampa Editore, 2006
    il mio primo libro di fiabe

è bello sentirvi!

aprile 2010

lun mar mer gio ven sab dom
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    

« "Un libro a Milano", 11-12-13 dicembre 2009 | Principale | e se fosse facile, visione dall'alto di un vetro »

Commenti

Questo splendore di racconto mi dà felicità

Ci sono voli necessari. Qualcuno in un sms ha detto che questa è metafora di una liberazione, oppure una metamorfosi. Un'allucinazione, forse.
Il fumo rosso, erotico, che copre il nucleo è parte del nucleo stesso ma lo circonda di enfasi che confonde. Chissà che l'eros non copra l'amore, o la sensibilità, ne faccia parte e ne sia l'immagine più facile da mostrare. Una copertura che fa parte del vero.

Bello. Stai andando sul difficile per stile e contenuti. Molto brava.

ma che bello! davvero. mi hai entusiasmato. alessandra

stupendo, coraggiosa Gio

stamattina in metropolitana stavo ripensando al tuo racconto. il tema della scoliosi è forse una chiave narrativa come un'altra ma volevo dirti che mi sono ritrovata nelle tue parole. anch'io come te (credo che ci sia qualcosa di autobiografico in questa storia, in caso contrario ti chiedo scusa) ho avuto la scoliosi. ho portato busto di gesso e bustini mobili per un bel po' di tempo e mi ricordo il poco tatto dei medici nel valutare - a partire dal mio corpo - quanto il mio sviluppo potesse essere vicino. ricordo che ho pianto un pomeriggio di fila e quando ci penso mi viene da sorridere perché oggi so che tutto è relativo. e un po' mi sento in colpa perché in altri contesti - sicuramente più difficili - ho reagito meglio...

Mi ricordo lo sguardo indagatore che mi passava attraverso e diceva cose che non sapevo interpretare, e i discorsi che non tenevano assolutamente conto della mia presenza nella stanza in penombra.
Il tuo commento mi costringe a rileggere il racconto e ripensare a quel passato, ti ringrazio per questo. Capisco che lo sguardo, i discorsi che non tengono conto di me sono la rappresentazione di una fase della mia vita recentemente chiusa. Il non tenere conto di me è finito, insieme alle persone che lo praticavano. Un esempio. Ho amato un uomo (e, ora che la tempesta è finita e l'amore non c'è più, mi chiedo come sia accaduto) che non ha tenuto conto di me e della mia sensibilità, della mia stessa esistenza, della dignità: incredibile sorte dell'amore morto, passano giorni interi senza che mi ricordi più di lui. Eppure, nel racconto del volo esce questo medico vecchio e grasso che parla, e non mi vede, non mi prende in considerazione. Bello, mi hai spinta a riflessioni che non avevo considerato.

Da adulta incuti timore e susciti passioni, non tiene conto di te chi ti teme.

sei molto bella questa mattina
la passione fa paura (d'accordo con Just me), tu ne susciti tanta

la tua scrittura complessa conferma che non si sa scrivere bene quando si fa un nmeraviglioso tema in classe, ma quando si dà il piglio proprio, speciale, a ciò che esce dalla penna

Luca, prima o poi dovrò scoprire chi sei

I commenti per questa nota sono chiusi.